william Klein – retrospettiva

Fashion Week from the "Backstage" series, 1987

Nessuno tanto quanto lui è in grado di farti sentire parte della scena, di farti percepire quasi fino a convincertene che tu sei li, protagonista di ciò che stai vedendo.
Nessun altro quanto lui si è ribellato agli stili ed alle regole che la fotografia imponeva a quei tempi.
Ha iniziato a fotografare giovanissimo, girovagando spensierato per le strade di New York e catturando semplicemente quello che i suoi occhi coglievano di interessante.
Prima del libro che ha segnato una svolta profonda, non solo nella sua vita, ma anche nella fotografia internazionale, William Klein era un pittore.
Inizia la sua carriera artistica a Parigi nel 1948, dove era giunto a studiare pittura. Dopo sei anni trascorsi lontano dalla sua città natale, decide di rientrarci e di tenere un diario fotografico del suo ritorno a New York. Nascono così le sue prime fotografie e quel diario diventerà un libro rivoluzionario per la fotografia mondiale “Life is good & good for you in New York”.
Dal ’54 lavorerà per Vogue al fianco di Alexander Liberman, trasformando la fotografia di moda in qualcosa di più reale, rimuovendo cliché e aggiungendo un pizzico di ironia e ambiguità che renderanno iconici i suoi scatti, ed affrontando quel ruolo con un atteggiamento irriverente ed iconoclasta.

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Ha sovvertito ogni regola con l’uso quasi eccessivo di grandangolari, pellicole veloci troppo sgranate, effetti flash, sfocature prodotte dal movimento della macchina fotografica durante lo scatto.
Espedienti portati all’estremo nella sperimentazione delle foto di reportage. Frammenti del caos e della frenesia della vita metropolitana portano lo spettatore a sentirsi parte di quello che osserva, partecipando attivamente alla scena.
Klein infranse tutti i tabù che esistevano in fotografia.
Foto mosse, scatti fuori fuoco, immagini sgranate, ad alto contrasto divennero in realtà il suo vero segno distintivo, trasformando la fotografia un po’ asettica di quel periodo in qualcosa di vitale, di energico.
Un iniezione di adrenalina nella fotografia degli anni ’50.
Un visionario non compreso però dal suo tempo, come spesso accade a menti geniali, già proiettate nel futuro.
I suoi scatti sono una sorta di diario etnografico che raccoglie e mette in mostra un quadro sociologico del tempo. Rappresentano una realtà dura ma vera, mettono in mostra una New York diversa da quella che si era abituati a vedere, tanto da ritenerla quasi ripugnante.
Una città nera, grunge, sporca e violenta.

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Il suo linguaggio visivo oltre a conoscere, inquadrare e comunicare la vita vera è da sempre accompagnato anche da una forte ricerca formale. Una ricerca estetica che si accompagna a finalità di comunicazione sociale.
Charlie Chaplin, James Joyce e Picasso rappresentano i suoi maestri. Per la loro immensa capacità di raccontare la vita vera di un’epoca, rendendola nel miglior modo possibile.
Anticipatore della Pop Art e del Nouveau Rèalism, coniugando in modo unico satira e poesia, sfruttando le potenzialità che riteneva la fotografia del tempo avesse mantenuto inespresse, esplorando confini nuovi di inquadrature e sperimentazioni traccia un segno indelebile nella storia dell’immagine.
Ha modificato per sempre il mondo della fotografia di moda, trasferendo i set fotografici dagli studi alle strade, incoraggiando le modelle a recitare un ruolo, anziché a posare. Ha imposto alla moda una sorta di “estetica da strada” impensabile per quei tempi e che ha segnato tutta la fotografia a venire.
In una sorta di “apprendistato per il cinema”, così come lui stesso definisce il periodo durante il quale ha lavorato per la moda, si è sentito costretto a creare delle scene. Un’ intervallo sperimentale verso la regia cinematografica.
Fotografo, pittore e regista, rivoluzionario sperimentatore del XX secolo.

In mostra una retrospettiva unica del lavoro di William Klein
20 Dicembre 2013 – 12 Marzo 2014
Foam, Amsterdam

La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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