Il solito articolo sulla parola selfie… O forse no

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Parola dell’anno 2013 secondo l’Oxford Dictionary, selfie, cioè l’autoscatto fatto con il cellulare e postato su un social network, è una vera e propria mania, per tutti, a tutte le età, belli e non, famosi e non. La pratica del selfie è stata oggetto di recente di un trattato, scritto dal super divo James Franco e pubblicato su un autorevole giornale americano. Franco, attore, regista scrittore e poeta, oltre che super Figo, è stato nominato il re del selfie, che lui stesso definisce non una forma di narcisismo ma un nuovo modo di comunicare in una società fatta di immagini. Secondo il bell’attore infatti è sicuramente più diretto ed efficace di qualsiasi altra forma di comunicazione e soprattutto di promozione. Gli artisti da sempre praticano l’arte dell’autoritratto. Basti pensare allo straordinario scultore Franz Xaver Messerschmidt (Wiesensteig, 6 febbraio 1736 – Pressburg, 19 agosto 1783), conosciuto soprattutto per la sua serie di 69 busti, dei quali ne sono stati conservati 49, rappresentanti una serie di smorfie che altro non erano che autoritratti dell’artista allo specchio mentre si procurava pizzicotti cercando di domare lo Spirito della proporzione, che geloso delle scoperte dello scultore lo voleva punire.

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Ecco, il nostro Messerschmidt era un po’ suonato, ma talentuoso e unico, James Franco è un Figo, così Rhianna e Demi Moore, Obama neanche a dirlo. Ma noi, tutti noi, che ci fotografiamo al risveglio, ubriachi in disco, mentre guidiamo in coda, nello specchio del cesso prima di uscire, col nostro gattino o figlio o fidanzo, siamo davvero così interessanti da comunicare?

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Sono una storica dell'arte, studio i tessuti antichi, la storia della moda, del costume e del gusto. Insegno da 6 anni queste discipline. Seguo i giovani talenti che nascono, crescono e prendono il volo. GlitMagazine è il luogo dove tutte queste esperienze si uniscono nella mia vera passione, la scrittura.

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