Paris Fashion Week

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È proprio il caso di dirlo: la moda secondo Parigi inverte la tendenza e decide di vestire le figlie più che le madri.
Sono molte le collezioni under 30 che hanno caratterizzato la settimana della moda francese, segnando una controtendenza nettissima rispetto ai tempi passati. Ricambi generazionali alle direzioni artistiche di famose maison quali Yves Saint Lauren, guidata da Hedi Slimane e Louis Vuitton con a capo il direttore artistico Nicolas Ghesquière ripensano l’immagine della donna di domani, svecchiando le atmosfere e le proposte per il prossimo inverno.
Silhouette leggere e lineari, lunghezze assolutamente mini ed un senso estetico fresco a tratti pratico richiamano in molti casi gli anni ’60.
Cappottini al ginocchio, kilt scozzesi, micro gonne a pieghe e mini-abiti caratterizzano 55 uscite impeccabili che richiamano con immagini e parole J​ohn Baldessarri, artista concettuale americano, caro ad Hedi Slimane per la passerella YSL, divenuto ormai solo Saint Lauren.

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Sottane a trapezio che non superano il ginocchio, scamiciati corti e stivali elasticcizzati sottolineano il richiamo agli ani ’60 per Nicolas Ghesquière: micro giubbotti in pelle indossate con abiti cortissimi, mini fiorate effetto tappezzeria, mini abiti a vita alta dalle stampe optical.

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Ispirazione street-style come sempre più la moda impone, rielaborata ed elevata per la passerella.
Anche Kaiser Karl Lagerfeld per Chanel manda in passerella (anzi a fare la spesa) modelle giovanissime e rilassate, riproponendo sneaker ai piedi e accostamenti da domenica mattina.

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Una moda che tende a diventare mettibile, abbandonando quell’immagine da fashion victim deleteria e obsoleta. Una vera e propria ventata di aria fresca.

La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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