NEW YORK FASHION WEEK P/E 2016 – PARTE II

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L’ 11 settembre.
Un giorno particolarmente triste e doloroso, entrato ormai nella memoria collettiva come un punto di svolta della storia contemporanea. Una data che tutti noi ricorderemo.
Riccardo Tisci, designer della Maison Givenchy, uno degli stilisti più quotati e talentuosi dell’ultimo decennio, sceglie di rendere omaggio ad una New York in cui torna a sfilare e ad un paese, l’America, che gli ha dato molto e che molto ha perduto in quella tragica giornata, con una sfilata evento, un tributo di amore e dedizione alla città più multiculturale al mondo.
Un omaggio a razze, religioni e lingue differenti che proprio nella grande mela hanno trovato il modo di convivere ed arricchirsi vicendevolmente.
89 uscite di cui 20 maschili che sfumano dal prêt-à-porter a l’haute couture e che fanno risalire sulla passerella newyorkese una delle più popolari modelle dei nostri giorni, Mariacarla Boscono che non sfilava a New York proprio da quell’11 settembre 2001.
Una collezione rigorosamente in bianco e nero prende vita all’interno di un set allestito per l’occasione dall’artista e performer Marina Abramovic. Materiale riciclato, pallets e macerie riproducono una sorta di villaggio che somiglia ad un campo profughi, desolato e triste. Una colonna sonora rievoca culture e religioni differenti.
Nessuna discriminazione. Speranza, rinascita, coraggio e solidarietà sono i valori che ispirano il designer che mixa sapientemente pizzi e drappeggi, che rievocano la tradizione cristiana, a ricami buddisti.
Abiti sottoveste leggerissimi quasi impalpabili, bordati di pizzi chantilly eterei e diafani vengono proposti unitamente a tailleur rigorosi ed asciutti, pantaloni palazzo portati con giacche da camera in seta e satin.
E poi le maschere, create appositamente per l’occasione dalla make-up artist Pat McGrath che segnalano le uscite di Haute Couture.
Un vero e proprio show ad alto tasso emotivo, un ringraziamento sentito dello stilista alla città.

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GIVENCHY COVER

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La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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