Milano Fashion Week – Parte II

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Il brand italo-canadese Ports 1961 porta in passerella una donna che trova ispirazione nella femminilità di una meravigliosa Charlotte Rampling, musa ispiratrice della collezione.
Un richiamo all’interpretazione dell’attrice, del controverso film “Il portiere di notte” tanto da suggerire un influenza militare nella costruzione dei capi più strutturati.
Un universo in cui la femminilità gioca contrapponendo momenti severi ad una sensualità evidente.
Tessuti jacquard trattati come fosse pelle di coccodrillo seguono bluse rigorose arricchite da plissettature sovrapposte che segnano il punto vita.

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Una moderna principessa dei boschi, la donna protagonista della passerella di Alberta Ferretti che costruisce interi abiti giocando con sapienti ricami di piccolissime piume d’uccello.
Che sia una ninfa o una fata poco importa, certo è evidente che la femminilità sofisticata a tratti arcaica è evidente.
Cappottino lucidi dalla superficie goffrata a simulare cortecce d’alberi, piccoli abiti in tutte ricamato, incrostazioni di pizzo e crinolina verde bosco rievocano alla mente immagini di paesaggi rarefatti e fiabeschi.
Un susseguirsi incessante di suggestioni visive oltre che materiche.

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Guarda verso Oriente, al paese del Sol Levante Anna Molinari per Blumarine.
Una donna che trova ispirazione nelle meravigliose sete con stampe floreali della tradizione del costume Nipponico.
Nero, blu ardesia e pavone arricchiscono il guardaroba della donna di domani con sete ricamate di fiori di ciliegio.
Pelliccia di volpe rossa dona un allure cosmopolita ad un micro-abito che richiama, con un po’ di immaginazione, il kimono tradizionale.

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La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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