Milano Fashion Week – Parte I

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È un eleganza che rispecchia la più classica accezione del termine, quella proposta da Chicca Lualdi per BeeQueen che apre le passerelle milanesi. Ed una filosofia che rispetta pienamente lo stile ed il gusto italiano, così come lei stessa afferma ” lo stile non è eccesso, ma sapiente equilibrio”.
Linee asciutte di richiamo anni ’60, silhouette minimali, grafiche nette e tagli decisi si susseguono in una passerella dove prevalgono vari toni di grigi polverosi ed invernali, che si traducono in rame, bronzo e marroni bruciati.
Tessuti maschili interpretati con elegante femminilità, camicie e pantaloni dal taglio sartoriale mixati con boleri di pelliccia super-chic.

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L’ispirazione per Frankie Morello arriva dal primo lungometraggio di Sofia Coppola, all’interno del quale, superata l’accezione drammatica del suo sviluppo, i due colgono il senso del viaggio alla ricerca dell’equilibrio interiore.
La ricerca dell’Io che caratterizza l’adolescenza di ogni giovane donna: ragazze inquiete ma curiose.
Una palette colori fatta di rosa cipria, celeste, grigio, blu notte e nero.
Tessuti impalpabili, trasparenze sfacciate si alternano e giocano con tessuti più pesanti e strutturati.
Un richiamo anche ai tempi della scuola, sottolineato dalle stampe “effetto scarabocchio”.

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Irriverente tanto quanto spiritoso, a tratti rievoca il sarcasmo del maestro Franco Moschino.
Jeremy Scott è un’assoluta e positiva sorpresa.
Eccessivo, sfrontato ma divertentissimo, in pieno spirito della maison.
Ronald Mc’ Donald è grande fonte d’ispirazione tanto da caratterizzare con la sua M (che simula un cuore e sta per Moschino, ovviamente) abiti rossi e gialli così come i colori iconici del celebre fast food.
Passando per la reinterpretazione dissacrante di tutta la simbologia storico-stilista della maison Chanel arriva ad una breve parentesi SpongeBobiana ed infine trasforma confezioni di pop-corn, di patatine e junk-food in genere in macro stampe per abiti da gran sera (nei volumi), certamente alternativi ma di grande effetto.

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La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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