Fashion Revolution Day

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Il prossimo 24 Aprile è stato istituito il primo Fashion Revolution Day, in occasione della commemorazione della tragedia che lo scorso anno ha colpito il Bangladesh.
Il Rana Plaza, edificio sede di laboratori tessili che ospitavano migliaia di lavoratori e che si dedicavano alla produzione per marchi d’abbigliamento internazionale, è crollato causando la morte di oltre mille persone.
Il Bangladesh è da molto tempo ormai una delle prime scelte per le aziende che cercano un buon compromesso tra qualità dei prodotti e costi di produzione, spesso non garantendo però la sicurezza degli stessi impiegati.
Non il primo né tantomeno l’ultimo episodio in paesi in cui i lavoratori non ricevono le garanzie che gli spetterebbero ed in cui non sono garantite neppure le minime norme sulla sicurezza.
L’obiettivo di questo primo Fashion Revolution Day vuole puntare i riflettori sul tema dell’etica all’interno dell’industria della moda, spingendo le persone ad acquisire una maggiore consapevolezza di ciò che scelgono di indossare. La speranza è che le aziende aumentino i controlli e che pongano sempre maggiore attenzione ai propri lavoratori e agli ambienti in cui gli stessi trascorrono decine di ore al giorno.
L’iniziativa per il prossimo 24 aprile chiede a tutti di indossare, in segno di partecipazione attiva, i capi di abbigliamento al contrario, con le etichette bene in vista, in modo da dimostrare di sapere da dove provengono i capi che indossiamo.

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La moda è la mia passione da sempre. Seguirla, mi ha portato a diventare una fashion designer. Mi occupo di immagine e stile ogni giorno, accompagnando giovani talenti a trovare la giusta strada per prendersi cura della propria creatività. GlitMagazine vuole dare voce a tutti loro.

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