Spazio Forma chiude a gennaio

timthumb
Annunciata ieri sera in una conferenza stampa la chiusura nel mese di gennaio 2014 dello Spazio Forma, il tempio milanese della fotografia. La Fondazione Forma, presieduta da Roberto Koch, si vede costretta a chiudere i battenti dello spazio in Piazza Tito Lucrezio Caro, per impossibilità a sostenere i costi di affitto e gestione e per l’indifferenza delle istituzioni pubbliche, in particolare del Comune, che si trincera dietro alla classica scusa che si tratta di uno spazio diretto da privati. Quindi il Comune che ci può fare? Hanno sempre voluto fare a modo loro questi di Spazio Forma! Cattivi! Che hanno portato a Milano le mostre di fotografia più interessanti d’Italia, che non si sono mai piegati a esigenze politiche o di immagine per privilegiare la cultura, l’arte, la bellezza, la serietà. Brutti! Cattivi! E adesso ben vi sta!
È sempre triste assistere all’agonia di questi luoghi di contatto e di confronto, è sempre deprimente vedere come le Istituzioni pubbliche non possano e non vogliano fare niente. Ora la Fondazione Pomodoro è l’ombra di sé stessa, Spazio Forma chiude, il Poldi Pezzoli ha dovuto abbandonare la sede storica dei suoi uffici per trasferirsi in spazi ridottissimi e intanto proliferano inutili mostre su Andy Warhol ( adoro Wharol ma ora basta davvero!) e la programmazione di Palazzo Reale non ha davvero né capo né coda. A me di Spazio Forma resta una mostra in particolare, quella sui fotografi del Life, dove facevo le visite guidate. In mezzo alle fotografie di quei grandi fotografi, quelle vere, quelle usate per la stampa, con dietro le annotazioni dei fotoreporter e degli stampatori, era come stare ad ascoltare tutto il giorno la viva voce dei protagonisti di quelle storie, dei soldati in Vietnam, di Marilyn Monroe che salta 200 volte prima di arrivare allo scatto perfetto, di Charlie Chaplin che si trucca prima di girare, di Picasso che disegna tori di luce nell’aria… era come rendersi conto che in parti avevi vissuto grazie ai loro occhi, che i loro occhi erano anche i tuoi…“E tutte queste cose andranno perdute, come lacrime nella pioggia”…

Sono una storica dell'arte, studio i tessuti antichi, la storia della moda, del costume e del gusto. Insegno da 6 anni queste discipline. Seguo i giovani talenti che nascono, crescono e prendono il volo. GlitMagazine è il luogo dove tutte queste esperienze si uniscono nella mia vera passione, la scrittura.

Be first to comment