Pollock, gli irascibili e il silenzio

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La mostra comincia al buio, con una lettera proiettata sulla parete, quella lettera di protesta scritta da un gruppo di artisti che contestano al Metropolitan Museum di New York la mancanza di apertura verso le più attuali manifestazioni dell’arte contemporanea. Quella missiva polemica valse loro l’appellativo di “Irascibili” e fu di fatto una dichiarazione di intenti, una pretesa di riconoscimento, una definizione di identità. Nella seconda sala il più carismatico degli artisti del gruppo, Jackson Pollock, e un anno chiave, il 1950.

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Dai disegni a pastello di stampo surrealista, al tentativo di esprimersi con l’astrazione in bianco e nero, tutto è un percorso di ricerca verso un nuovo linguaggio. Il tratto a pastello è evidentemente trattenuto, non è abbastanza, la superficie sembra pronta ad esplodere. La tensione dei singoli pezzi aumenta passo dopo passo e finalmente si disintegra, si rapprende, cola, sgocciola e si dirada in Number 27. Così forte che non si riesce a guardare per intero. Così profondo da scuoterti perché ti sembra di toccare un’anima che sinceramente ti si offre in forma di pittura. Così bello che non riesci ad ammetterlo nemmeno a te stesso che delle gocce possano rapprendersi in maniera così armoniosa. Così fastidioso, uno schiaffo a mano aperta. Subito dopo una sala vuota, per riprendersi. Poi è la volta della rabbia degli altri artisti, dalle superfici bianche e nere di Kline, meno istintivo, meno rabbioso, ma essenziale, diretto, spudoratamente sincero. La materia strabordante e insensata di de Kooning, fino al momento unico, spirituale, anzi mistico, di Rothko. Di fronte al suo luminoso ed evanescente colore una frase “ Silence is so accurate”. Niente rabbia, solo silenzio.

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Sono una storica dell'arte, studio i tessuti antichi, la storia della moda, del costume e del gusto. Insegno da 6 anni queste discipline. Seguo i giovani talenti che nascono, crescono e prendono il volo. GlitMagazine è il luogo dove tutte queste esperienze si uniscono nella mia vera passione, la scrittura.

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