Il 28 settembre a Parigi riapre il Museo della Moda a Palais Galliera

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Il 28 settembre a Parigi riapre il Museo della Moda a Palais Galliera!
Torna al suo antico splendore il museo parigino dedicato alla moda e al costume. Voluto nel 1878 dalla duchessa di Galliera, Maria Brignole Sale De Ferrari, per contenere la sua collezione di sculture, il palazzo subì una serie di alterne vicende fino a diventare, nel 1977, il Museo della moda e del costume della città di Parigi. La duchessa voleva donare la sua collezione di sculture allo stato francese, a patto che venissero esposte al pubblico in un palazzo appositamente dedicato, edificato su un terreno di proprietà della famiglia.
Un errore del notaio destinò invece il palazzo alla Città di Parigi, costringendo la duchessa a dilatare i tempi del progetto nel tentativo di risolvere la questione. Le vicende politiche e le lungaggini burocratiche portarono la nobildonna a trasferirsi a Genova portando con sé la collezione ora a Palazzo Rosso. Maria Brignole Sale De Ferrari duchessa di Galliera morì nel 1888 e i lavori del palazzo parigino proseguirono sotto la guida dell’architetto Paul-René-Leon Ginain. Nel 1894 l’edificio fu terminato: un vero capolavoro architettonico in stile rinascimentale, con pareti rosso pompeiano, archi di ferro dell’atelier di Gustave Eiffel, boiseries nere secondo lo stile museografico della fine dell’Ottocento. Il palazzo tuttavia rimase vuoto e venne percepito dai francesi come uno splendido scrigno senza gioielli.
Pochi anni dopo, nel 1907, venne fondata a Parigi la Société de l’Histoire du costume, che raccolse una enorme collezione dedicata alla moda e al costume. Questa straordinaria raccolta stentava tuttavia a trovare una sede adeguata e dopo aver occupato le sale di vari musei tra cui il Carnevalet, ebbe definitiva collocazione a Palais Galliera nel 1977.
Chiuso dal 2009 per importanti lavori di restauro, il palazzo della duchessa di Galliera risplende oggi di tutto il suo antico e scintillante fascino. La scelta espositiva dell’attuale direttore, Olivier Saillard è interessante: gli abiti vengono presentati liberi e senza protezioni in vetro, secondo i criteri utilizzati per le sculture, in linea con la destinazione originaria del museo. Abiti come sculture, dunque, fruibili nelle tre dimensioni, con la possibilità di girarci intorno. Inoltre il restauro ha volutamente escluso l’introduzione di moderni dispositivi come porte a vetri, scale mobili o altri segni del mondo contemporaneo, per non intaccare l’anima dell’edificio.
A celebrare la riapertura una grande retrospettiva che racconta l’opera del grande stilista di origine tunisina Azzedine Alaia, con oltre 60 modelli che ripercorrono i momenti clou della sua carriera, dagli anni Cinquanta, come sarto per Christian Dior, alla sua prima collezione nel 1979 su impulso dell’amico couturier Thierry Mugler, fino al successo internazionale.

Sono una storica dell'arte, studio i tessuti antichi, la storia della moda, del costume e del gusto. Insegno da 6 anni queste discipline. Seguo i giovani talenti che nascono, crescono e prendono il volo. GlitMagazine è il luogo dove tutte queste esperienze si uniscono nella mia vera passione, la scrittura.

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