Claire Morgan e le sue poesie sospese

10.-Claire-Morgan-Fluid-

La prima e unica volta che ho avuto il piacere di vedere dal vivo un’opera dell’artista irlandese Claire Morgan era in occasione della sua premiazione come vincitrice dell’edizione 2006 del Premio internazionale di Scultura voluto dal maestro Arnaldo Pomodoro. Il concorso nacque per dare visibilità e riconoscimento a giovani talentuosi nell’arte in cui Pomodoro è una star internazionale e le opere venivano esposte nella vecchia sede della Fondazione (oggi la FAP occupa spazi più contenuti in Vicolo dei Lavandai), la straordinaria e luminosa architettura delle ex officine Riva Calzoni, in via Solari al 35 a Milano. L’impatto con l’opera di Claire Morgan fu emozionante in maniera inaspettata: entrando nella navata centrale della Fondazione un’infinita serie di puntini galleggiavano nell’aria a formare una enorme freccia rosso ciliegia. Immaginate lo stupore e la poesia nello scoprire, avvicinandosi, che si trattava di vere ciliegie, appese con fili trasparenti a formare una incredibile scultura mobile di materiale effimero, deperibile. E nella “casa” di uno scultore che usa un materiale pesantissimo, tradizionale ed eterno: IL BRONZO! Anche il maestro ne fu colpito e la premiò per essere stata in grado di creare, attraverso la scultura, quella immagine di leggerezza e leggiadria, di temporaneità e di contemporaneità, quella moderna versione delle vanitas seicentesche.

Claire Morgan Red or Dead 2006

Claire Morgan Red or Dead 2006

Le ciliegie di Claire hanno cambiato colore, poi sono avvizzite e infine cadute lasciando a terra solo i noccioli, ma il ricordo, l’emozione, l’impatto estetico…indimenticabili. Oggi la Morgan continua a utilizzare fragole, pigne e frammenti di natura per tessere nel vuoto forme che raccontano di una materia che si trasforma fino a scomparire. Tuttavia è solo l’opera che muore, il suo spirito (quando esiste oltre la forma) rimane in eterno
“My work is about our relationship with the rest of nature, explored through notions of change, the passing of time, and the transience of everything around us. For me, creating seemingly solid structures or forms from thousands of individually suspended elements has a direct relation with my experience of these forces. There is a sense of fragility and a lack of solidity that carries through all the sculptures. I feel as if they are somewhere between movement and stillness, and thus in possession of a certain energy.” Claire Morgan from http://www.claire-morgan.co.uk/

Claire Morgan. red or dead, 2006 part.

Claire Morgan. red or dead, 2006 part.

Sono una storica dell'arte, studio i tessuti antichi, la storia della moda, del costume e del gusto. Insegno da 6 anni queste discipline. Seguo i giovani talenti che nascono, crescono e prendono il volo. GlitMagazine è il luogo dove tutte queste esperienze si uniscono nella mia vera passione, la scrittura.

Be first to comment